La Sentenza stabilisce che “È rifiuto non ciò che non è più di nessuna utilità per il detentore in base ad una sua personale scelta ma, piuttosto, ciò che è qualificabile come tale sulla scorta di dati obiettivi”.

La definizione di rifiuto stabilita dal Dlgs 152/2006 (articolo 183) deve essere interpretata estensivamente nel rispetto delle indicazioni giunte dalla Corte di Giustizia Ue, risulta quindi “inaccettabile” qualsiasi valutazione soggettiva della natura dei materiali da classificare o meno quali rifiuti.